3 lezioni sul successo che ho imparato da Facebook e PSY

27 Novembre 2014

PSY

Sì, lo so, stai pensando…ma che cavolo c’entra Facebook con PSY?

In realtà niente. Non direttamente almeno.

Ma ci sono 3 lezioni che ho tratto dal successo che hanno ottenuto (almeno questo è indiscutibile, no?) e che ti consiglio di ricordare sempre, soprattutto quando la meta sembra lontana.

Sai a cosa mi riferisco? Te lo spiego subito:

1) Il successo può arrivare per caso

Bravura, qualità, competenza, innovazione, marketing, concorrenza: questi e mille altri i fattori che incidono sul tuo possibile successo a livello personale e professionale.

C’è però anche un elemento che spesso non puoi prevedere e che puoi solo sperare che prima o poi, nel momento giusto, sia dalla tua parte: il caso. La fortuna, insomma.

Mark Zuckerberg decide 10 anni fa di lanciare “The Facebook”, una community dedicata agli studenti di Harvard (!) e che mira a metterli in contatto tra di loro.

Progetto interessante, ambizioso nel suo piccolo – fa quasi paura definirlo ambizioso pensando a cosa è ora – e che nemmeno i più ottimistici e visionari avrebbero pensato potesse spazzare i grandi del momento (te lo ricordi Myspace?), rivoluzionare i rapporti umani e trasformarsi in una delle più importanti aziende al mondo.

Crei una community per studenti e rivoluzioni la società.

O magari, per fare l’esempio di Gangnam Style, scrivi una canzone come tante altre e ti ritrovi a infrangere tutti i record di clic su Youtube e a ottenere un successo planetario. Senza un motivo, senza un perché.

A volte deve semplicemente andare così.

Facebook nel 2004 - Screenshot
Gli albori di Facebook: 2004/05

2) Il successo può richiedere (tanto) tempo

Facebook non è diventato quello che oggi conosciamo dall’oggi al domani: è nato nel 2004, ma chi di noi era già iscritto a quei tempi? Il boom italiano è arrivato intorno a metà 2008.

Più eclatante è però il caso di PSY: 13 anni di onorata carriera nell’anonimato senza alcuna nota di rilievo, poi una canzone che frantuma ogni senso logico e che inizia a essere ballata in tutto il mondo.

Fantastiche le sue stesse parole: “…non so cosa sia successo. Ci avevo provato per 13 anni senza successo, poi è arrivata Gangnam Style…”.

Ok, quello che è successo a lui è probabilmente irripetibile. Ma il concetto è un altro: a volte devi essere pronto ad aspettare il tuo momento.

Può essere lunga, lunghissima. Ma la storia dice che non sempre il successo arriva in tempi brevi. Anzi!

3) Le critiche sono inevitabili e non sempre giustificate

Ci sono due tipi di critiche:

Quelle costruttive, che tutti vorremmo ricevere perché ci aiutano a migliorare il nostro servizio o prodotto.

Quelle gratuite, senza reale cognizione di causa e fini a se stesse.

Il successo genera invidia, poco ma sicuro. Sai quante cose ho letto su Facebook in questi anni? “Non serve a nulla, è tempo perso, andrebbe rimosso, io potevo farlo meglio…”.

Già, però è sempre lì. A espandere il suo dominio a ogni buona occasione.

E PSY? Intendiamoci, non si può certo dire che Gangnam Style sia una “bella canzone” – il 90% delle persone peraltro non sa nemmeno di che cavolo parli, cosa voglia dire il testo – e non sarò certo io a venirti a dire il contrario.

Però, come lo stesso rapper ha detto, riesce a trasmettere qualcosa come “gioia e spensieratezza” – per usare le sue parole – a chi la balla. Forse quel motivetto riesce semplicemente a far ballare la gente, gente che ha solo voglia di divertirsi e di non pensare ad altro per un po’.

Eppure non sentirai mai un”fa divertire, ma chi se ne frega del resto” ma più probabilmente un “è una schifezza indecente“. La critica costante insomma, sempre! Anche in questo caso, però, non mi pare che la gente abbia smesso di ascoltarla.

Il mio suggerimento? Fai un mix di tutto

Potresti dover attendere un evento che non avevi pianificato e aspettare chissà quanto tempo prima che succeda. Nel frattempo dovrai sorbirti non so quante critiche, ascoltare la gente che è pronta a spiegarti cosa non va bene e cosa stai sbagliando.

Io dico di prender spunto da questi tre punti, farne un mix e andare avanti e basta. Sapere che ci sarà da aspettare e che non si può avere sempre tutto sotto controllo.

Ascoltare con gran piacere le critiche costruttive, alias consigli utili, e ignorare del tutto quelle gratuite. A che servono?

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L’autore

Daniele Carollo

Ciao! Mi occupo di content marketing: strategia e creazione di contenuti per il web, SEO e Wordpress. Nel mezzo, una vagonata di caffè.

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