9 idee sbagliate su social media e content marketing

24 Novembre 2014

Pmi - Social e contenuti

È il momento di discutere e spiegare le tue idee a un possibile cliente.

Ti interessa, è una persona in gamba, aperta al dialogo, che conosce bene il proprio lavoro. Però, puntualmente, eccolo lì: i soliti luoghi comuni quando si tratta di fare uno step importante in ambito web.

Sai quali sono le affermazioni (e risposte!) che sento più spesso quando si parla di social e di contenuti?

1) I miei clienti non usano i social network

Sicuro? Non sai quanti ripetono questa frase con convinzione. Il problema è che, semplicemente, spesso non è vero.

Forse – soprattutto se si tratta di un pubblico di una certa età – non usano i social per lavoro. Ma è molto probabile che li stiano comunque usando in un modo o nell’altro…e potrebbero notare la tua presenza.

2) Non mi interessa trovare nuovi clienti, ho già il mio seguito

Ora, ammesso e non concesso che davvero tu abbia la fortuna di poter ignorare nuove opportunità lavorative ( ottimo per te, intendiamoci!), l’errore di fondo è vedere i social network come uno strumento esclusivo per nuovi contatti.

Assolutamente no! Sai che spesso la maggior parte dei fan di una pagina su Facebook arriva da clienti attuali o passati? Se ci rifletti, tendiamo a dire che mi piace se conosciamo già qualcosa e effettivamente ci piace.

Inoltre, ricordati che i social sono un potentissimo strumento di fidelizzazione.

3) I social network non sono misurabili

I social sono assolutamente misurabili! Puoi tracciare URL, studiare i processi d’acquisto, quantità e qualità dei click, tipologia di cliente.

Poi, ovviamente, devi saper leggere questi dati. Devi trasformare i numeri in una risposta alla domanda “stiamo guadagnando in questo modo?”.

Il fatto è che troppo spesso ci si rifugia dietro questa scusa, come se si stesse cercando il magico pulsante misurazione social media, grazie. Ma poi, giusto per capirci, esiste invece qualcosa del genere per TV, radio e altri media e non me n’ero accorto?

4) Ok, uso i social. Ma bado solo a pagine e profili aziendali

Ricorda che dietro ogni marchio, piccolo o grande che sia, ci sono delle persone. Persone reali.

Hai presente il tuo numero di fan, follower e di collegamenti in general? Bene, mettilo solo per un attimo da parte.

Ora prendi tutti i profili e le pagine dei tuoi impiegati, dei tuoi colleghi, del tuo team e somma tutti i loro collegamenti e le loro relazioni. Superano quelle dei soli account ufficiali o no?

Le pagine ufficiali sono ovviamente la prima cosa, senza dubbio. Oggi però un brand online è anche e soprattutto l’espressione dei singoli membri, che sono peraltro una grande occasione per aumentare la visibilità dell’azienda. Dai il giusto peso a ognuno di essi e non limitarti solo alla parte istituzionale.

5) Ok, uso i social. Ma ignoro i commenti negativi, non ho tempo né voglia

Non ci provare!

Il punto non è riuscire a convincere chi ti critica e riuscire a farlo felice (che comunque, è sempre una gran cosa!).

Il punto è essere recepito come un’azienda che cura i propri clienti e che è pronta a prendersi cura di loro anche quando molto altri scapperebbero.

Un’opera di questo tipo può voler dire mantenere un cliente che invece avresti perso, ma non solo. Sui social ti osserva praticamente tutto il mondo e chissà quanti potenziali clienti: vuoi che scelgano te per come tratti i clienti o che ti scartino perché non ti degni nemmeno di rispondere alle critiche?

6) Content marketing: voglio produrre solo contenuti sensazionali e avere autori di successo

Questa idea non è corretta. Per meglio dire, è imprecisa in relazione a come la intendi tu.

Offrire contenuti sensazionali va bene, benissimo. Cercare autori di successo per qualità di ciò che producono e per la visibilità che possono offrirti è giusto ed è intelligente.

Ma devi sempre tenere a mente che i contenuti REALMENTE sensazionali sono quelli che soddisfano un bisogno dei tuoi clienti. Quelli che potenzialmente possono essere scritti da un semplice impiegato che conosce perfettamente la materia e che sa dare all’utente finale esattamente ciò che vuole. A questo dovresti sempre puntare.

Poi il resto è giustissimo, ma non dimenticare la tua vera priorità.

7) Content marketing: voglio produrre solo contenuti riguardanti i miei prodotti/servizi

Il concetto è quello appena descritto: non devi pensare sempre a pubblicizzare te, devi offrire qualcosa.

Secondo te produrre una locandina che spiega i tuoi servizi è fare “content marketing sensazionale”? È offrire una soluzione o un aiuto per un bisogno? Può darsi, se sei l’unica persona su questo pianeta a offrire quel servizio.

Se non è così, però, dovresti cambiare quest’abitudine: meno contenuti riguardanti la tua azienda, più marketing di valore RELAZIONATO alla tua azienda.

8) Content marketing: ok, ma non voglio svelare i miei segreti

Prendi un barattolo di Nutella o una bottiglia di Coca Cola. Entrambe mostrano gli ingredienti per la produzione. Sono fallite? Non mi pare.

Non devi svelare alcun segreto inarrivabile. Si tratta di fornire aiuto e soluzioni e di mostrare la tua competenza in ciò che fai.

È solo dimostrando quanto vali che le persone decideranno di affidarsi a te.

 9) Content marketing e social: prima penso a una, poi all’altra

Capisco che aumentare il tuo impegno possa rappresentare uno sforzo, ma le strategie per i contenuti e per i social si integrano perfettamente.

Non è “prima uno, poi l’altro”. Crea dei contenuti di qualità e sfrutta a dovere i social network per pubblicizzarli e dar loro il giusto risalto.

Un binomio così potente che è un peccato pensare di dividerlo!

Tu, invece, che esperienze hai?

Sono sicuro che anche tu potresti raccontarmi tanti falsi assunti che ti trovi a dover ascoltare.

È normale, ognuno di noi ha esperienze diverse. Ti va di raccontarmi le tue? Ti aspetto tra i commenti!

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L’autore

Daniele Carollo

Ciao! Mi occupo di content marketing: strategia e creazione di contenuti per il web, SEO e Wordpress. Nel mezzo, una vagonata di caffè.
4 Commenti
  1. Fabio

    Ciao Daniele, ottimo post! Lo giro a qualche cliente, perché molto chiaro ed esaustivo.
    Chiedi altri assunti, ecco il mio: #10 Sono troppi i Social da seguire, non ho tempo per stare dietro a tutto… In questo caso credo che un professionista debba far capire l’importanza della qualità sulla quantità e che non tutti i Social debbano necessariamente vederci presenti. Se viene adottata la strategia adeguata, la scelta del/i social media più efficace/i sarà una normale conseguenza.

    1. Ciao Fabio,

      ti ringrazio anche qui per il tuo contribuito! In effetti, mi trovi d’accordo con te: la qualità prima di tutto!

      Se abbiamo la possibilità di seguire più social, che risultano essere utili a noi e ai clienti e pensiamo di poterlo fare…ottimo. Altrimenti, nessuno ci obbliga a essere onnipresenti.

  2. Valentina

    Quoto il commento di Fabio!
    Spesso le aziende hanno le idee davvero confuse sul mondo dei social media e una giusta consulenza sui canali da presidiare può fare la differenza.
    E aggiungo, collegandomi al punto 4: no, i dipendenti spesso non giocano sui social network, ma creano potenziale valore aggiunto per l’azienda, tanto più efficace perché espressione della loro passione.

    1. Ciao Vale,

      è vero cavolo…”espressione della loro passione”: un modo straordinario di comunicare sui social in maniera reale, spontanea e trasparente senza dover rompere il muro del “vuole vendermi qualcosa”.

      Purtroppo è un concetto che molto spesso non è facile far comprendere…ma sta a noi trasmetterlo nel migliore dei modi.

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