Sono primo su Google per la mia keyword ma non vendo. Perché?

1 dicembre 2014

Primo su Google per la mia keyword

Hai lavorato sodo. Hai investito. Hai assunto uno specialista SEO o hai svolto un lavoro sui motori di ricerca in prima persona.

Il risultato? Sei primo su Google. Ma non converti. Non vendi, se preferisci. Dilla come vuoi, ma il succo è quello: non raggiungi il tuo obiettivo.

Partiamo da un fatto: la frase “sono primo su Google” detta così, isolata e decontestualizzata non vuol dire un bel nulla.

Sei primo per cosa? Per quali keyword? O meglio ancora, per quali serp? Quali sono le ricerche che portano poi al tuo sito? Per quale di queste ricerche sei primo?

Ok, troppe domande, forse hai ragione. Immaginiamo quindi che tu non sia solo primo su Google ma piuttosto primo su Google per le keyword sulle quali ho puntato. Alla grande allora, era ciò che ti prefissavi. Però il problema è sempre quello: perché non funziona?

1) Hai puntato su keyword che non convertono

Devi farti una domanda, le chiavi sulle quali hai puntato…convertono?

Te lo richiedo con altri termini: le persone che arrivano sul tuo sito tramite le ricerche per le quali sei primo sono persone intenzionate ad acquistare un prodotto o un servizio?

Qual è la reale intenzione di ricerca di chi ha digitato quelle parole su Google? Voleva effettivamente comprare o stava forse cercando solo alcune informazioni?

È una distinzione importante: nel secondo caso, forse, potresti valutare una revisione delle tue scelte strategiche riguardanti queste parole chiave. Magari puoi iniziare a lavorare su alcune più profittevoli.

Nel frattempo, però, assodato che hai già scovato il vero problema per cui non stai vendendo, puoi comunque studiare modalità intelligenti per convertire almeno una piccolissima parte di queste visite “per informazione”: puoi inserire una call to action nel posto giusto? Un modulo di contatto e il numero di telefono in una posizione strategica e bene in vista? Puoi proporre una dimostrazione o una consulenza gratuita durante il primo incontro?

Il mio consiglio, per riassumere, è quello di lavorare su due fronti. Devi prima di tutto comportarti da professionista: farti domande su una scelta già fatta non è una debolezza, ma un punto di forza.

E mentre analizzi ciò che hai fatto per capire se qualcosa può essere rivisto, sfrutta al meglio ciò che hai già ottenuto, ottimizzando i contenuti a tua disposizione.

2) Hai puntato su keyword che non convertono…immediatamente

Una via di mezzo tra le ricerche che non convertono per niente e quelle che vendono subito.

Alcune volte, infatti, le persone effettuano delle ricerche per scoprire informazioni e confrontare prodotti e servizi. Capiterà quindi che arrivino sul tuo sito, si facciano un’idea e poi continuando la navigazione per il web finiscano per dimenticarsene. Alla fine di questo processo decidono da chi o cosa acquistare, per reale convinzione o perché qualcuno è stato particolarmente bravo a vendere.

Ecco, se sei riuscito a posizionarti per una di queste ricerche quel qualcuno dovresti essere tu.

Frecce e mirino
Photo Credit: Erika

Se analizzando le intenzioni di ricerca di chi arriva sul tuo sito ti rendi conto che si tratta di persone che vogliono sì comprare, ma solo dopo aver cercato e confrontato tra tante possibilità, forse dovresti ingegnarti per riuscire a convincerli a tornare da te quando si sentiranno pronte.

Un’idea per tutte? Il remarketing.

Proporre un prodotto o una dimostrazione gratuita a un possibile cliente che si è già dimostrato interessato ai nostri servizi e farlo tramite una strategia mirata di remarketing può essere l’arma vincente per conquistare questa tipologia di ricerche.

3) Le keyword sono quelle giuste, ma i visitatori non acquistano

Ok, hai la certezza di aver fatto la scelta giusto. Le parole chiave sono proprio quelle che dovrebbero convertire, ma non accade. Perché?

Il primo step che devi seguire sembra quasi banale. Dovresti porti una domanda: quali pagine sono posizionate per queste keyword? Queste pagine rispondono alla domanda o al bisogno di chi ha effettuato la ricerca?

Se la risposta non è affermativa, potresti aver trovato il vero motivo per cui non stai vendendo.

Quando invece hai la certezza di esser ben posizionato per una tipologia di ricerca e di offrire acnhe una pagina che risponda a tutte le esigenze dell’utente, capire il motivo per cui non stai convertendo può essere più complicato.

Studia il comportamento dei tuoi visitatori con analytics e analizzalo a partire dal loro atterraggio sulla pagina. Quali altre pagine visitano a seguire? È possibile che stiano cercando ulteriori informazioni che non fornisci? O che nonostante tu abbia offerto tutto ciò che volevano sulla prima pagina, veicoli un messaggio sbagliato in quelle successive, rovinando tutto?

Ancora, se invece abbandonano subito il sito senza continuare la navigazione, è possibile che le informazioni che fornisci siano sì complete ma non abbastanza chiare?

Cerca insomma di porti milioni di domande e di provare a rispondere fino a quando non trovi quella che merita un cambio di rotta. Ricordandoti sempre di mettere da parte la presunzione: se keyword d’arrivo, pagina di destinazione, informazioni e ogni dettaglio sono corretti…forse è semplicemente il tuo prodotto che non va bene. Magari devi direttamente sistemare qualcosa alla radice.

Ogni settore è diverso, ovviamente!

Devi sempre tenerlo a mente: ogni settore ha le sue diversità e meccanismi d’azione differenti.

Non puoi pensare di avere percentuali di conversione uguali se vendi libri – facilmente acquistabili – o se devi convincere una persona a sceglierti come avvocato: non sempre vendere poco vuol dire lavorare male.

L’importante è tenere sempre a mente una cosa: essere primo su Google è fantastico. Ma solo se lo sei per l’utente e la ricerca che ti interessano.

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L’autore

Daniele Carollo

Ciao! Mi occupo di content marketing: strategia e creazione di contenuti per il web, SEO e Wordpress. Nel mezzo, una vagonata di caffè.

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