Quali link in entrata evitare?

23 Novembre 2013

SEO e Link in Entrata - Un'attività fondamentale.

link in entrata: croce e delizia di ogni SEO e di ogni web marketer in generale.

A partire in particolare dall’algoritmo di Google Penguin, i link in entrata “cattivi” rappresentano un rischio vero e proprio per qualsiasi azienda e/o sito in generale, potendo portare anche a pesanti penalizzazioni e, di conseguenza, alla perdita di ingente traffico e grossi profitti.

Peraltro, oltre al rischio che già di per sé gli inbound link – per dirla all’inglese –  cattivi comportano, può anche essere parecchio complicato rimediare e lavorare per eliminarli. Tanto complicato da farti pensare che forse sarebbe stato meglio provare ad evitarli e cercarne di buoni fin dall’inizio.

Va bene dunque studiare nuove strategie per capire come ottenere nuovi link in entrata per il tuo sito, ma tenendo a mente che non puoi non valutare di che tipo di link si tratti.

Quali link in entrata evitare?

Beh, Google e Matt Cutts hanno più volte ripetuto da quali tipologie di link stare alla larga. Tra i più comuni mi vengono in mente:

1) Link a pagamento

I link a pagamento, oggi, rappresentano il male.

Non importa che tu li stia vendendo o acquistando: da Penguin in poi, infatti, Google ha chiaramente specificato di stare alla larga da questo tipo di link.

Se hai pagato per ottenere dei link, ripensaci prima che sia troppo tardi e sbarazzatene il prima possibile.

2) Scambi di link

Lo scambio di link ha rappresentato un’attività molto popolare per anni, quando la pratica dell’ “inserisci un link al mio sito e io farò lo stesso con te” era molto comune tra i webmaster.

Ora, dopo essere stata decisamente fin troppo abusata, bisogna stare molto attenti alle implicazioni negative da un punto di vista SEO: anche in questo caso, rischiamo di fare arrabbiare Google.

3) Comunicati stampa di bassa qualità

Considerati i loro contenuti di bassa qualità e la mancanza di linee guida editoriali, molti siti web di pubblicazione di comunicati stampa vengono probabilmente, nel migliore dei casi, ignorati totalmente da Google.

4) Schemi di link building artificiali

In generale, il concetto è quello: tutto ciò che non è naturale e che è forzato, pensato e manipolato solo per ottenere più link verso il tuo sito, non è l’ideale. Quanto più ciò che fai è evidente e esagerato, quanto più il tuo sito è a rischio. Presta attenzione a qualsiasi creazione di link artificiale.

Come ripulire questi link in entrata cattivi?

Ripulire il tuo sito dai link cattivi può essere anche molto dispendioso sia in termini economici che di tempo. Se poi il tuo sito è stato penalizzato, dovrai pian piano riguadagnarti la fiducia di Google.

Procurati una lista dei link in entrata del tuo sito. Il web è pieno di tool (MajesticSEO o Ahrefs per esempio). Quando li avrai ottenuti, identifica i link peggiori, quelli artificiali e di bassa qualità (se non sai farlo, affidati a uno specialista!).

Una volta identificati hai due strade. Nei casi più fortunati, puoi contattare direttamente il webmaster e richiedere la rimozione dello stesso. Spesso, però, ciò non sarà possibile: in questo caso, ricorda che puoi usare lo strumento di Google per la rimozione dei link.

Perché molte aziende continuano a comprare questi link?

Beh, semplicemente per il motivo più ovvio: sono coscienti dell’importanza e dell’esigenza di un attività di link building per i loro siti e credono (loro, o le agenzie SEO che lavorano per loro) di fare un affare e di risparmiare comprandoli.

Il web è pieno ancora oggi di pseudo-venditori di link che, per forza di cose, offrono link provenienti quasi sempre da siti di scarsissima qualità e, soprattutto, da contenuti altrettanto scarsi.

Ovviamente, evitali a tutti i costi. Questi fantomatici venditori non fanno altro che raggirare i clienti che, spesso ignari, finiscono per perdere posizionamenti, tempo e denaro. Se un’agenzia SEO ti propone formule segrete o trucchi magici per ottenere risultati immediati, preoccupati!

Al contrario, ogni SEO che si rispetti, non farà altro che spiegarti esattamente quali sono i suoi piani per raggiungere i tuoi obiettivi e ti mostrerà un piano adeguato allo scopo. Per essere sicuro, dai un’occhiata alle 5 cose che proprio non vorresti sentirti dire da un SEO.

La soluzione migliore? Semplicemente evitare tutto fin dall’inizio. Capire dunque che la SEO e, eventualmente, le attività di link building, non sono altro che alcuni dei tanti costi da considerare nel proprio piano di spese, così come qualsiasi altra attività di marketing. Senza sconti e senza trucchi.

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L’autore

Daniele Carollo

Ciao! Mi occupo di content marketing: strategia e creazione di contenuti per il web, SEO e Wordpress. Nel mezzo, una vagonata di caffè.
1 Commento
  1. Sabry

    Grazie!

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