Perché fare SEO copywriting nel 2015 è una figata

22 Dicembre 2014

Fare SEO copywriting nel 2015

Beh, sì, lo penso davvero.

Per un momento dimentichiamo la SEO a 360°. Dimentichiamo i backlink, i fattori off-page e tutto ciò che non dipende esclusivamente da noi.

Concentriamoci invece sulla creazione di contenuti a fine SEO, sul SEO copywriting. Soprattutto su come la definizione di “creazione di contenuti a fini SEO” sia drasticamente cambiata da ieri a oggi.

Su quanto oggi sia divertente. Su quanto sia figa, se mi concedi il termine. Ti spiego perché:

Il SEO copywriting di una volta

C’era una volta, tanto tempo fa, la SEO primitiva.

La SEO che si basava sul decidere la pertinenza di una pagina rispetto a una ricerca sulla base di quanto le parole utilizzate nella ricerca stessa fossero presenti nel contenuto di quella pagina e nei principali tag.

Così, quando il tuo scopo era quello di posizionarti per la ricerca “SEO a Palermo”, era tempo di aprire le danze: “SEO a Palermo” nel title, nella description, nell’h1…e mille volte nel testo (in grassetto).

In barba agli utenti e alla facilità di lettura di un testo.

I punti focali, in sintesi:

  • Keyword matching – Assicurarsi di utilizzare quanto più frequentemente l’esatta parola chiave d’interesse
  • Keyword stuffing – Ripeterla fino all’esasperazione.

Cos’era dunque il SEO copywriting e chi era il SEO copywriter? Nient’altro che colui che conosceva e sapeva esattamente dove inserire e ripetere la parola chiave e che era in grado di creare un testo di questo tipo.

Nella sua versione 2.0, mentre Google iniziava la propria evoluzione e iniziava a punire o comunque a non premiare lo spam, colui che sapeva fare tutto ciò senza oltrepassare il limite.

Che palle…no?

Il SEO copywriting nel 2015

Oggi la complessità degli elementi di valutazione di Google sulla pertinenza di una pagina è pazzesca. Sul serio.

E il SEO copywriter, se tale vuole essere considerato, si evolve e si adatta.

Partiamo dalla mia interpretazione del concetto di “fare SEO” oggi: intercettare i bisogni espressi dal tuo pubblico di riferimento durante la fase di ricerca e soddisfarne le esigenze tramite contenuti ad hoc.

Se ciò è vero, il SEO copywriter del 2015 è colui che, intercettato un bisogno, è in grado di creare il contenuto perfetto per soddisfarlo.

Dai, non è forse fantastico?

Insomma, oggi fare SEO copywriting vuol dire usare il cervello.

Certo, nell’ottimizzazione tecnica di un testo è ancora importante utilizzare una keyword nel title o nell’h1. Ma muoiono i concetti di keyword matching e stuffing di cui parlavo prima.  E si passa all’esperienza utente.

Diventano importanti, per esempio:

  • Contesto e sinonimi – Il testo deve essere naturale e avere un “contesto”. Invece di ripetere una singola parola 10 volte, ha molto più senso dare una “collocazione” a quell’articolo con vari sinonimi.
  • Link interni – Non è più linkare tanto per linkare. È linkare per fornire al lettore un approfondimento utile e interessante su un argomento vicino a quella della pagina che sta leggendo.
  • Link esterni – È assurdo vedere così tante persone terrorizzate dai link in uscita. Come per i link interni, Google ti premia quando proponi una risorsa rilevante.
  • Esteticamente piacevole e fruibile – Immagini e elenchi assumono importanza: in genere aiutano il lettore nella lettura del testo.

Quale termine accomuna tutti questi punti? La qualità.

Scrivere un testo di qualità è ciò che differenzia il SEO copywriter di oggi da quello del passato, che pensava solo ai motori.

Ma c’è soprattutto una cosa che deve essere alla base del SEO copywriting del 2015.

Soddisfare l’intento dell’utente

Sì, esatto. Devi soddisfare la richiesta dell’utente. La vera richiesta.

Devi saper rispondere a due domande molto importanti, una conseguenza dell’altra:

  1. Cosa stava sperando di trovare chi ha fatto questa ricerca?
  2. Come posso soddisfare questa richiesta?

Ti faccio un esempio, giusto per essere chiari.

Un cliente misterioso ti chiede un testo per la query “riparare scarpe“. Una volta probabilmente non ti saresti posto il problema: subito a pensare un bel contenuto colmo della parola chiave.

Oggi non puoi certo pensare di preparare un testo per una ricerca così generica.

Hai bisogno di sapere quale bisogno devi soddisfare: devi rispondere a “dove riparare scarpe” o a “come riparare scarpe”?

Nel primo caso Google premierà (e andrà a generare una determinata serp, la pagina dei risultati della ricerca) pagine e siti che offrono questo servizio o che spiegano dove trovarlo. Calzolai, negozi di scarpe.

Nel secondo caso l’elenco dei risultati sarà del tutto diverso: siti di fai di te e gruppi, forum o video dove viene spiegato cosa fare.

Ora, se è lo stesso Google che offre risultati diversi in base all’intenzione dell’utente, come puoi pensare di fare del buon SEO copywriting se non hai chiaro il motivo per cui stai realizzando un contenuto?

Creazione di contenuti a fini SEO

Ricordi cosa ti avevo detto in apertura? Che il concetto di creazione di contenuti a fini SEO è totalmente diverso rispetto al passato.

Prima “un contenuto a fini SEO” doveva soddisfare il motore.

Oggi deve fare felice l’utente, in maniera tale che il motore possa ritenerlo adatto a rispondere al bisogno espresso mediante la ricerca appena effettuata.

Questa sì che è una figata, non credi?

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L’autore

Daniele Carollo

Ciao! Mi occupo di content marketing: strategia e creazione di contenuti per il web, SEO e Wordpress. Nel mezzo, una vagonata di caffè.
2 Commenti
  1. Alex Gagliano

    Genialità assoluta

    1. Daniele Carollo

      Ciao Alex,

      quella del SEO copywriter o la mia? :)

      Grazie comunque per il commento!

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