La differenza tra categorie e tag: come usarli al meglio?

26 settembre 2017

Differenza tra tag e categorie: come usarli?

Che gran confusione quando si parla di tag e categorie!

Ok, forse non è il tuo caso. Forse conosci già bene la differenza tra categorie e tag e li stai sfruttando al massimo.

Probabilmente sai che hanno scopi diversi e che vengono spesso sottovalutate le implicazioni sulla SEO.

In ogni caso vale la pena approfondire, no?

Partiamo dalle basi allora. Dalla domanda più semplice: cosa sono categorie e tag?

Categorie e tag sono due diverse tipologie di tassonomie.

Cos’è una tassonomia?Una tassonomia è una classificazione di contenuti. Parlando di blog, è un macro-argomento che raggruppa un insieme di articoli legati tra loro.

In parole più semplici, un modo per organizzare e mettere insieme tutti quegli articoli che trattano lo stesso argomento.

Cosa sono e a cosa servono le categorie?

Le categorie rappresentano gli argomenti principali del tuo blog.

Un modo per dividere in diverse sezioni i tuoi articoli: non a caso si tratta spesso anche delle voci del tuo menù.

Immaginale come grandi contenitori di contenuti simili tra loro. Un esempio classico? Il blog di ricette:

• Antipasti
• Primi Piatti
• Secondi Piatti
• Dessert

Ognuna di queste voci raggruppa tutti quegli articoli con le ricette della rispettiva sezione e, allo stesso tempo, definisce le tematiche del blog.

La regola generale? Assegna un articolo a una, massimo due categorie. Se stai andando oltre assicurati che le tue categorie non siano troppo simili tra loro.

Cosa sono e a cosa servono i tag?

I tag organizzano in maniera più trasversale i tuoi contenuti: sono come delle etichette che puoi assegnare ai tuoi articoli.

Raggruppano i tuoi contenuti in base a un concetto o a una parola chiave non necessariamente principali ma comunque rilevanti per il tuo blog. Restando in tema di ricette:

• Piatti vegetariani
• Piatti di carne
• Piatti di pesce

Ognuno di questi tag organizza e classifica una tipologia di piatti diversa e aiuta a collegarli e metterli insieme.

Un singolo tag, quindi, può essere assegnato ad articoli di diverse categorie: il tag “piatto vegetariano”, per intenderci, può essere collegato sia alla categoria “primo piatto” che a “secondo piatto”.

Che differenza c’è tra tag e categorie?

Per riassumere, le categorie definiscono i macro-argomenti e si collocano su uno stesso piano: immaginando il menù del tuo blog, possiamo parlare di tassonomie orizzontali.

categorie

I tag organizzano i tuoi articoli sotto un’etichetta comune a prescindere dalla categoria di appartenza.

Parliamo quindi di tassonomie trasversali o verticali.

tag

Un’altro elemento che differenzia i tag dalle categorie è che queste ultime possono essere gerarchizzate.

Per intenderci, per ogni categoria puoi creare una sottocategoria: un ulteriore contenitore orizzontale ancora più specifico rispetto al precedente. In questi casi si dice che la sottocategoria è “figlia” della categoria “genitore”.

Continuando a sfruttare l’esempio precedente, la categoria “Primi piatti” potrebbe quindi essere suddivisa in:

• Pasta
• Risotti

I tag sono invece elementi del tutto indipendenti e in alcun modo legati tra loro: per quanto simili o specifici, nessun tag sarà mai genitore o figlio di un altro.

Cosa proprio NON dovresti fare: l’errore più comune

L’errore di gran lunga più comune che incontro quando analizzo la struttura di un blog o di un sito di news è l’utilizzo spropositato e senza criterio dei tag.

Sai qual è il problema? A differenza delle categorie che vengono generalmente create a inizio progetto, puoi aggiungere infiniti tag ogni volta che pubblichi un nuovo contenuto.

Proprio così: basta iniziare a inserire nuove parole chiave nella casellina dei tag per crearne di nuovi in continuazione.

Un disastro. Totale.

Ogni volta che inserisci un tag che non avevi mai utilizzato generi un nuovo contenuto, una pagina contenente tutti gli articoli contrassegnati da quell’etichetta.

La conclusione è ovvia: se solo quell’articolo è legato a quel tag, avrai una pagina che mostra solo quell’articolo. Una pagina inutile, quasi vuota e dannosa.

Sì, dannosa, perché stai dando in pasto a Google una serie di nuovi contenuti poveri e privi di significato. Senza dimenticare l’esperienza utente di chi clicca sul tag e si ritrova disperso.

Se poi tagghi un articolo con dieci nuovi tag avrai dieci nuove pagine praticamente identiche. Dieci contenuti duplicati…senza significato.

Ha senso?

No, ovviamente. Così come non ha senso creare un tag identico a una categoria: si tratta ancora una volta di due doppioni e di un utilizzo sbagliato delle tassonomie.

Buffo pensare come una volta fosse invece diffusa la credenza che assegnare tantissimi tag a un articolo fosse utile “perché si inseriscono più parole chiave”. I tempi cambiano…per fortuna!

Come usare al meglio i tag: attenzione alla SEO!

Hai tre possibilità:

1. Non utilizzarli
2. Utilizzarli solo per uso interno (come riferimento e per catalogare)
3. Sfruttarli a pieno per i tuoi visitatori e lato SEO

Non utilizzare i tag

Potrebbe essere la scelta più saggia per un piccolo blog che tratta spesso lo stesso argomento.

Non hai spazio per pensare a ulteriori etichette per i tuoi articoli. Quindi, semplicemente, non li utilizzi.

Utilizzare i tag per uso interno

Non vuoi fare a meno dei tag perché ti aiutano a organizzare gli articoli che trattano uno stesso tema ma vuoi assicurarti che non diventino dannosi per la SEO.

C’è una soluzione: devi deincidizzare i tag usando il meta-tag noindex.

Se usi WordPress non preoccuparti, non serve essere esperti di SEO e mettere mani al codice: puoi usare Yoast o qualsiasi altro plugin di tuo gradimento.

Utilizzare i tag per visitatori e lato SEO

Hai deciso di sfruttare i tag al 100% e di utilizzarli anche come strumento per aumentare le visite del tuo blog. Bene!

Due consigli:

1. Crea un nuovo tag solo se prevedi di utilizzarlo anche per altri articoli

Se hai già scritto sull’argomento o se pensi di farlo presto va bene, altrimenti lascia perdere.

Se invece vuoi creare un tag perché pensi che in futuro scriverai ancora ma sai che ci vorrà un po’ di tempo prima di avere 4-5 articoli, forse è meglio aspettare: fatti una piccola nota col tag da assegnare e quando avrai abbastanza materiale torna indietro a taggare il tutto.

2. Ottimizza i tuoi tag per Google

Ogni tag genera una specifica pagina, giusto? Quindi puoi ottimizzarla come faresti per ogni altro contenuto del tuo sito.

Tag nel menu di WordPressNel menù di WordPress vai su Articoli e poi su Tag.

Qui trovi l’elenco di tutti i tuoi i tag: puoi migliorarli semplicemente cliccando su Modifica.

Oltre al titolo e allo slug già presenti di default, puoi inserire una descrizione specifica che verrà poi mostrata nella pagina del tag stesso (se il tema lo prevede).

Un testo unico e specifico che ne migliorerà la qualità ed eviterà il rischio di contenuti duplicati.

Più in basso, poi, trovi anche lo snippet di Yoast. Puoi inserire un title e una description come per ogni contenuto del tuo sito: un’ottimizzazione SEO a tutti gli effetti!

Come usare al meglio le categorie: attenzione alla SEO!

Fai prima di tutto un lavoro a monte sulle categorie individuando gli argomenti primari del tuo blog. Crea le varie sezioni e il menù.

Non avere paura di sbagliare: c’è sempre tempo per aggiungere una nuova categoria o rimuoverne una che non ti serve più man mano che il tuo blog si evolve. L’importante è avere un progetto iniziale chiaro.

A questo punto valgono i concetti visti per i tag. Le categorie vengono generalmente create all’inizio e quindi hai meno margine di errore, ma le regole sono le stesse:

1. Non creare una categoria per inserire solo un paio di articoli

Se ti accorgi di star utilizzando una categoria solo per un paio di post, fatti una domanda: si tratta di un argomento di cui voglio e penso di scrivere di più?

Se la risposta è negativa valuta seriamente la possibilità di assegnare quei due articoli a un’altra categoria ed eliminare quella in esubero.

2.  Decidi se vuoi sfruttarle o meno

Se le tue categorie sono importanti e funzionano a tutti gli effetti come riferimenti per i tuoi lettori, ottimizzale: puoi inserire ancora una volta una testo unico, un title e una description.

Se invece hanno solo la funzione di contenitori interni, deindicizzale. Ricorda che a differenza dei tag WordPress ti obbliga ad avere almeno una categoria nel tuo blog. Poco importa!

…e tu come usi tag e categorie?

A questo punto voglio conoscere la tua opinione.

Come utilizzi categorie e tag? Sfrutti a pieno le tassonomie o le hai messe da parte? Pensi che siano uno strumento importante?

Dimmi la tua nei commenti qui sotto!

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L’autore

Daniele Carollo

Ciao! Mi occupo di content marketing: strategia e creazione di contenuti per il web, SEO e Wordpress. Nel mezzo, una vagonata di caffè.

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